PRATA DI P. U.

 

Prata di P. U. m. 310 s.l.m. km. 10 da Avellino abitanti 3.053

Sulla sinistra del fiume Sabato, a 310 metri di altitudine, nel punto in cui il fondovalle si slarga nella cava pratolana, si trova l'abitato di Prata di Principato Ultra. Posta sulla strada statale che da Avellino porta a Grottaminarda,Prata è servita anche da stazione ferroviaria, alla periferia del paese, sulla linea Avellino-Benevento. Le ferili campagne intorno all'abitato disegnano un paesaggio rurale ameno e distensivo,caratterizzato da noccioleti,vigneti,oliveti e campi di cereali e legumi. Il vino e l'olio di frantoio sono prodotti tipici di alta qualità. Il borgo di origini medioevali, nel 1134 è distrutto dalle truppe normanne di Ruggiero II. Affidato dallo stesso duce normanno ad una famiglia di nobili locali, i de Prata, il feudo viene venduto ai Filangeri. Ne amministreranno poi le rendite i Caracciolo e i Gargano. La presenza antica dell'uomo nei dintorni di Prata è testimoniata dai ritrovamenti archeologici di edifici di età romana,avvenuti nelle campagne intorno al complesso religioso e cimiteriale della Basilica dell'Annunziata. Vero gioiello storico-religioso,facilmente raggiungibile dalla stazione ferroviaria, la Basilica è preceduta da un'ampia piazzetta. Il complesso religioso fu costruito su edicici di epoca tardo-romana,nel VII secolo d. C. Le catacombe annesse alla Basilica sono poi tra le memorie più interessanti del primitivo cristianesimo in Irpinia.L' interno della chiesa è diviso in due corpi,con una cappella settecentesca, a cui segue la basilica longobarda. In fondo alla navata, in una nicchia ricavata nel tufo, vi è un affresco raffigurante la Vergine Orante del XII secolo. A destra della Basilica parte un sentiero tra i boschi che arriva fino al vicino comune di Tufo,sfiorando i binari della linea ferroviaria e permettendo una visita naturalistica molto suggestiva. In paese si possono vedere la Chiesa di San Giacomo e la Chiesa di S. Giuseppe entrambe del XVIII secolo.Interessante è il Palazzo Baronale del XVII secolo.