PRATOLA SERRA

 

Pratola Serra m. 300 s.l.m. km. 12 da Avellino abitanti 3.369.

Sulla sponda destra del Sabato, a crica 300 metri di altitudine, sorge l ' abitato di Pratola Serra, composto dal comune capoluogo e dalle frazioni San Michele, Scoppole e Serra. Dall ' aspetto ordinato e moderno, pratola è un grazioso paesino circondato da una fertile campagna, con numerosi edifici rurali. Il territorio è attraversato dal Sabato, nelle cui prossimità è possibile osservare interessanti siti naturalistici con ricca vegetazione. Il territorio di Pratola si spinge fino al nucleo industriale di Avellino, dal quale dista solo 12 km. Il comune è anche attraversato d due importanti arterie di comunicazione, la statale 90 per Foggia e l ' autostrada Napoli - Bari ed è servito anche dalla linea ferroviaria Avellino - Benevento. Nell'  area industriale, dove oggi sorgono gli imponenti stabilimenti della Fiat, sono stati scoperti anni fa ruderi dell ' acquedotto romano Serino - Benevento. Numerosi i ritrovementi archeologici avvenuti in zona, relativi anche all ' età del Bronzo, come avvenuto in località Pioppi. Il borgo ha origini in epoca medioevale e fino agli inizi del XIV secolo è amministrato da una famiglia di nobili locali, i De Sena. Successivamente il piccolo feudo è passato ai Grillo ed ai Poderico. Gli ultimi feudatari del borgo sono stati i de Tocco di Montemiletto. Nella frazione Serra si possono vedere i resti del castello medioevale, di cui si ha già notizia in epoca longobarda. In località Pioppi è la Basilica di San Giovanni, edificata nel VII secolo e nei pressi dell ' edificio cristiano sono state ritrovate tombe di età longobarda da cui si sono recuperate alcune croci in oro e argento. Misteriosa e inquietante è una sorta di dolmen, noto come la Casa dell ' Orco, visibile in Contrada San Michele. La costruzione megalitica è secondo gli studiosi una testimonianza preistorica. Interessante è la Chiesa Madre di Maria Santissima Addolorata, edificata nel XVII secolo e più volte restaurata. La facciata attuale è settecentesca come il prezioso decorato. All ' interno vi sono dipinti del secolo XVII ed un prezioso altare, con paliotto in marmo intarsiato che, secondo una tradizione locale, pare provenga dalla chiesa parrocchiale di Gesualdo. Ben conservati anche i palazzi gentilizi Rotondi e Iannacco e la Chiesa di S. Anna ( secolo XVIII ).