S. ANGELO A SCALA

 

S. Angelo A Scala m. 600 s.l.m. km. 16 da Avellino abitanti 731. L' abitato di S. Angelo a Scala è sorto alle falde nord-orientali del massiccio del Partenio, lungo la strada pedemontana che mette in comunicazione la conca avellinese con la Valle Caudina. Il paese e l'ambiente circostante costituiscono il luogo ideale per trascorrervi un periodo di relax. Infatti la natura si offre con tutta la sua imponente bellezza in un assoluto silenzio. Castagneti suggestivi accompagnano lo sguardo fino al piccolo paese, che conta poco più di 700 abitanti e la cui economia si basa sulla produzione soprattutto di vino, olio e nocciole di ottima qualità. Le origini del paese risalgono all ' epoca medioevale, quando l ' abitato era subfeudo della contea avellinese. Tombe risalenti all ' epoca longobarda sono state trovate recentemente ai margini dell'odierno abitato. Il feudo venne amministrato nel corso dei secoli da diversi signori, tra cui i De Fraineto, i Caracciolo e i Carafa, L ' incompleto recupero dei beni architettonici di S. Angelo a Scala, non offre ancora la possibilità di promuovere una vera politica turistica propria, che potrebbe trovare, prorprio in questo paese un punto nodale per lo sviluppo dell ' intera zona, compresa tra il massiccio del Partenio e la Valle Caudina. Interessante è la Chiesa di San Silvestro, dalla curiosa facciata barocca e con un ricchissimo portale in pietra scalpellata. Questa preziosa chiesa possiede una imponente torre campanaria che domina l ' intero borgo agricolo. Ancora non fruibile internamente, ma molto suggestiva è la Chiesa di San Giacomo, costruita nel lontano 1375. Restaurata ed ampliata più nei secoli, si presenta oggi con una caratteristica facciata con il finestrone centrale e ricche lesene decorative laterali. L ' interno è a tre navate, con archi in tufo e ben otto cappelle absidate. Vi si conservano la statua lignea settecentesca dell ' Incoronata ed una sorgente d'acqua, a cui i devoti attribuiscono poteri miracolosi. A monte dell ' attuale nucleo urbano sono ancora visibili i ruderi del Castello Convento di S. Maria dell ' Incoronata, fondato nel 1577 da Laura Brancaccio Carafa nei pressi di un luogo di culto costruito da S. Romualdo. Il convento fu semidistrutto nel 1806 dai soldati francesi per aver ospitato nelle stanze il noto leggendario bandito Fra Diavolo.